“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” al Cilento Fest

Il documentario, al centro di una bagarre politica, tra le proiezioni della quinta edizione del festival. Premio al produttore Mazzarotto

Come già anticipato a marzo, il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” (2026) è tra le proiezioni in programma della quinta edizione del Cilento Fest, festival cinematografico nazionale e internazionale legato al racconto dei paesi e alla promozione delle aree interne attraverso la settima arte, che si terrà dal 18 al 21 agosto 2026 nel borgo cilentano di Perito. A margine della visione dell’opera, il produttore Mario Mazzarotto riceverà il Premio Cilento Fest – Cinema Dentro.
A confermarlo il direttore e ideatore del festival, il giornalista ed editore Max De Francesco, annunciandolo ai media prima che venissero pubblicate le graduatorie dei film a contributo ministeriale e che lo stesso documentario finisse al centro di una bagarre politica.

La polemica

Il documentario Giulio Regeni – Tutto il male del mondo è diventato un caso. Il progetto è risultato inidoneo per l’ottenimento di finanziamenti pubblici. Alcune accuse iniziali hanno parlato di esclusione ideologica da parte di una commissione nominata dal governo, alimentando tensioni già presenti tra il settore audiovisivo e il Ministero della Cultura. In realtà, il film non è stato bocciato direttamente per ragioni politiche, ma ha ottenuto un punteggio insufficiente nei criteri tecnici ministeriali previsti dai cosiddetti contributi selettivi. Secondo la commissione esaminatrice, l’opera ha raggiunto 66 punti su 100, restando sotto la soglia minima richiesta. Le valutazioni si basano soprattutto su qualità della sceneggiatura, innovazione e linguaggio cinematografico, aspetti in cui il documentario si è mostrato non competitivo. Una cantonata che ha messo d’accordo maggioranza e opposizione.

Le recenti dimissioni del docente di cinema, Massimo Galimberti, che faceva parte della prima sezione della commissione incaricata di esaminare, del critico cinematografico, Paolo Mereghetti, componente della seconda sezione, e della direttrice del MedFilm festival Ginella Vocca, che ha affermato di essersi «fermamente opposta alla bocciatura del documentario», non hanno fatto altro che aumentare un clima già fortemente teso.

Il film

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo (2026) è il primo documentario che, a distanza di 10 anni dalla vicenda, ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato barbaramente ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. Di Simone Manetti, hanno partecipato i genitori di Giulio, Claudio e Paola Deffendi, insieme all’avvocato della famiglia della vittima Alessandra Ballerini.

guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti